
Ignacio Lula da Silva, presidente del Brasile, a Copenaghen.
Oggi il Brasile ha vinto la gara di appalto per ottenere di essere la sede dei Giochi Olimpici 2016. La competizione ha visto gareggiare Rio de Janeiro, Boston, Tokyo e Madrid. Il mondo: Europa, USA, estremo oriente e America Latina. Solo l’Africa e l’Oceania erano fuori. Quello che è accaduto oggi è una cosa che mi ha colpito. Il Brasile che si propone ai massimi livelli mondiali come potenza emergente, in grado di organizzare le Olimpiadi, per la prima volta nel sud del mondo. Aggiungiamo a questo il fatto che il Brasile sarà anche sede dei Campionati Mondiali di Calcio 2014. Due eventi di grande rilievo sportivo, ma anche politico. Non è da tutti competere e vincere in questo tempo di crisi. Si tratta di enormi investimenti, di grandi interessi che il Brasile evidentemente è in grado di amministrare.

Nelle settimane scorse un altro evento mi aveva colpito. Il Brasile sta acquistando la tecnologia per costruire sommergibili atomici. Non si tratta di comprare un semplice sottomarino, ma di diventare una potenza militare in grado di costruire, su licenza, sottomarini atomici. Si tratta di una cosa enorme. Non sono un tecnico, ma credo sia necesaria una quantità di denaro enorme, colossale. La cosa che mi ha compito di più è che il Brasile ha negoziando con le potenze nucleari da un punto di forza. Per cui pare che abbiano scartato la proposta russa perché non ritenuta tecnolocicamente all’altezza; la proposta inglese perché non erano disposti a vendere anche il know-how e per la stessa ragione la proposta statunitense. Pare che i francesi siano stati favoriti perché disponibili a fornire tutto il necessario. I giornali che descrivono la trattativa evidenziano che quelli dalla parte del manico sono i brasiliani. Tutti gli altri hanno implorato di essere scelti come partner commerciale. Una trattativa simile sta avvenendo per l’acquisto di nuovi e modernissimi aerei caccia e caccia bombardieri. Non si può evitare il paragone con l’Italia: qui gli acquisti a livello militare sono fatti alla luce del sole e tutti possono farsi una idea di quello che accade. A quanto pare non avviene altrettanto in Italia.
Non entro nel ben più grave problema della preoccupazione che questo tipo di notizie genera in chi ama la pace. Che bisogno ha il Brasile di armarsi in questo modo? Una delle motivazioni ufficiali è per la lotta al narcotraffico! Se non fosse surreale farebbe anche ridere. Sarebbe come uno che compra un bazooka per sparare alle mosche! Su che strada si sta incamminando?
È di oggi, 5 ottobre, che il Brasile ha prestato 10 miliardi di dollari al Fondo Monetario Internazionale. Prima era debitore e adesso è passato ad essere creditore. Mica male!
Il Brasile si sta muovendo su diversi fronti come una superpotenza, che – in tempi di crisi mondiale – non teme di imbarcarsi nelle più ardite (e pericolose) sfide a livello internazionale mostrando di avere risorse e muscoli in abbondanza. E non credo stia bluffando.

Persone che dopo la Messa in comunità ritornano a casa a piedi, naturalmente. L'erba verde è un lusso di pochi mesi all'anno.
Ma questo… non è il Brasile che sto vedendo io! La situazione che vedo ogni giorno è quella di una popolazione stremata dalla lotta per la sopravvivenza: siccità devastante, violenza diffusa, povertà, servizi (scuola, salute, sicurezza, trasporti) scadenti o addirittura assenti. Vedo un Brasile che vive grazie alla pensione degli anziani e dove moltissime famiglie sopravvivono grazie alle politiche assistenziali del governo. Attraverso ampie zone del territorio che stanno ricevendo la corrente elettrica in questi mesi e dove la gente è abbandonata a se stessa. La gente descrive amministrazioni pubbliche clientelari e corrotte (che a loro vanno bene perché in questo modo perché almeno così ottengono qualcosa!).

Diversi volti di Salvador, capitale dello stato della Bahia
Non sembra lo stesso paese. Quanti Brasile ci sono?
domma
Ti ringrazio perchè mi tieni costantemente “sotto tiro” con le tante situazioni nelle quali ti trovi a riflettere, a scontranrti, e credo purtroppo anche a soffrirci. Il perchè, di quel che accade li e nel mondo in generale, in merito ad ingiustizie di ogni genere, politiche, sociali, rimane per me difficile da scoprire. Ricordo una tua riflessione “dobbiamo lavorare per rifare una coscienza nuova a partire dai giovani” Questo è un impegno da non dimenticare per tutti.
Ciao, e a presto.
Ciao don!
Anch’io quando sono stata in Brasile mi sono fatta la stessa domanda …
Ora me lo chiedo anche qua, però.
Quante Italie ci sono?
……se rileggo il tuo post partendo dal fondo penserei tranquillamente che tu stia parlando dell’ITALIA.
Corruzione, servizi sociali molto differenti da zona a zona, classe politica che è la peggiore espressione del paese……
Poi se vedo che lì ci sono davvero soldi da spendere, e non solo balle da raccontare, allora capisco che non si tratta della nostra bistratta Italia.
Qui a Reggio la crisi si sta facendo sentire davvero tanto: non sembra, guardandosi intorno, perchè c’è sempre gente nei ristoranti, c’è gente in giro x negozi, ma nelle varie zone industriali ci sono tantissimi capannoni vuoti, dove le produzioni sono cessate ed i dipendenti in cassa-integrazione.
Il settore metalmeccanico – asse portante della produzione della nostra zona – è in ginocchio. Ma nessuno sembra accorgersene!!!
Anche qui, nel nostro piccolo, stiamo vivendo uno strano paradosso!!!!
Io sono già alcuni mesi che non percepisco stipendio, ma ho ridotto all’osso le spese mie e della famiglia; per fortuna non ho debiti, non ho figli da mantenere, non ho mutuo, ed ho un poco di risparmi che mi danno comunque una certa sicurezza. Ma penso che molte persone sono nella mia stessa situazione professionale, con l’aggravante di parecchie spese…..
Non so quanto può durare ancora questa situazione prima che esploda in qualcosa di imprevedibile!!
In bocca al lupo!!
Bèz!!
PAKO
ciao domma, credo che la foto della citta’ con i grattacieli e le baracche la dice tutta , come ci siano due brasile. la prima poverissima . mentre la seconda
con palazzi mostra veramente tutto il suo splendore,a scapito dei poveri che abitano nelle baracche e che con tante difficolta’ riescono a soppravivere, e’ davvero incomprensibile questa diversita’!! saluti ciao.
esiste anche un terzo Brasile, fatto di persone della comunissima classe media che hanno avuto l’opportunità, nonostante la difficoltà dei genitori, di studiare, prendersi una laurea e lavorare come fanno tanti anche in Europa. Il Brasile non è fatto soltanto di ricchissimi e poverissimi, ma anche della classe media.
La tecnologia militare può essere fonte di lavoro per tante persone, specialmente ai ragazzi che escono dall’università con tanto di laurea in ingegneria, chimica, fisica e via dicendo….
Io sono nata in una famiglia di basso reddito alla periferia di Brasilia, e nonostante tutto i miei genitori si sono sacrificati per farmi studiare e io studiavo come una matta, oggi ho una laurea e ora sto facendo una specialistica, ma devo dire che tanti dei miei amici non lo hanno voluto fare lo stesso sforzo mio e oggi si lamentano. Secondo me noi brasiliano siamo troppo abituati a chiedere pietà e aiuto, le donne procreano senza avere le condizioni economiche per mantenere decentemente i figli, tanti aspettano l’aiuto del governo ecc….. cosi le cose non cambieranno mai….io purtroppo oggi guardo senza nessun romanticismo la questione della povertà di una parte della popolazione e posso capire che gli anziani poveri non siano colpevoli perché giustamente anni fa’ la cosa era veramente difficile, ma le persone della mia generazione (parlo degli anni 70) in poi, secondo me non hanno proprio nessuna scusante…
Concordo con Liniana pietismo e buonismo non sono mai
costruttivi .
Lucia
Ciao, unica cosa che mi dispiace è sentire la gente parlare del mio paese , BRASIL, senza conoscimento. Prima te informatevi dopo parla.
Mariah Rosa puoi dire tranquillamenta la tua opinione e arricchire la discussione.